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Questo itinerario
dove Natura e Fede si intrecciano in unico abbraccio,
che sicuramente l'escursionista che si troverà a passare
da queste parti avvertirà in maniera quasi tangibile,
parte dall'Eremo di Montecasale. La storia di questo
luogo deve la sua fama al nome di San Francesco
d'Assisi, alla cui presenza è infatti legato l'episodio
dei due ladroni, di cui tuttora si conservano i teschi
all'interno dell'antico convento.
La distruzione del
castello di Montecasale avvenne nel XII secolo, ma a
testimonianza della sua importanza strategica, rimasero
un ospizio ed un ospedale per i viandanti condotto dai
monaci benedettini. Il luogo fu donato, nel 1212, a San
Francesco. Al 1224 risale il suo ultimo passaggio in
queste zone, al ritorno da La Verna in direzione Assisi.
Montecasale ospitò inoltre Sant'Antonio e San
Bonaventura di Bagnoregio.
Dal convento si
prende il sentiero 6A, che si inoltra nel bosco e che
sale fino a casa "Vesina". Passato l'antica casa si
tende a scendere fino a "Bucchio" (700) per poi risalire
fino a "Pischiano" (748). Qui si incontra il sentiero 6
che proviene dalla località "La Montagna" e che dovrà
essere imboccato a destra in direzione sud-est,
arrivando al sentiero 4. Da qui abbandonato il 6 si
salirà abbastanza rapidamente fino a raggiungere il
sentiero di crinale 00, in località "Poggio i Tre
Termini" (1173). Da questo punto si prosegue in
direzione Nord, camminando lungo la cresta appenninica
in un leggero saliscendi al confine con la regione
Marche fino a raggiungere M. Maggiore/Sbocco Bucine
(1330).
Da qui si entra
nella Riserva Naturale dell'Alpe della Luna. Questa
riserva protegge una parte della dorsale appenninica
compresa fra Badia Tedalda e Sansepolcro. L'Alpe della
Luna fa da spartiacque tra l'Alta Valle del Tevere, in
versante tirrenico e quella del fiume Marecchia, in
versante adriatico. In questo territorio prevalentemente
boscato, si susseguono cerrete, faggete ed interessanti
boschi misti. Inoltre il paesaggio è caratterizzato
anche da alcune aree prative e da piccoli insediamenti
storici alcuni dei quali esistenti già dal XIII sec. a
cui si aggiungono numerosi edifici rurali sparsi,
testimonianze di un passato in cui l'Alpe della Luna era
molto più affollata di oggi. Molti degli antichi edifici
rurali, oggi inghiottiti dalla vegetazione sono stati
protagonisti della lotta partigiana, fungendo da luoghi
di rifugio e di ritrovo. Questa area era tuttavia anche
caratterizzata dal passaggio delle greggi in transumanza
verso la Maremma.
Camminando lungo il
sentiero GAE 00, si arriva alla ripa della Luna, da dove
si può ammirare uno stupendo panorama di tutta la
Valmarecchia. Dopo aver goduto delle stupende meraviglie
di questa vista si prosegue in direzione del Monte dei
Frati (1453), dove è possibile rifornirci di acqua per
la presenza di due sorgenti. Il cammino prosegue sempre
lungo il sentiero 00, toccando il Poggio delle Coste,
Col del Pegli (sorgente), Poggio dei Piani, Monte Verde
(sorgente) fino ad arrivare al Passo di Via Maggio
(983). Al Passo di Via maggio è possibile rifocillarci
per la presenza di una struttura ristorativa. Da questo
punto prendiamo a sinistra per il sentiero 2, iniziando
la discesa verso l'Eremo di Cerbaiolo. Dopo circa 20
minuti di cammino si arriva a "le Camerelle" (sorgente),
da qui in poi si inizia a fiancheggiare la riserva
Naturale di Montalto, caratterizzata da numerosi boschi
di notevole interesse naturalistico che si sono
conservati fino ad oggi grazie proprio alla morfologia
accidentata del rilievo. Nella riserva troviamo faggete,
boschi misti di aceri e tigli e boschi di cerro e
carpino bianco. La camminata termina all'Eremo di
Cerbaiolo, le cui origini risalgono addirittura all'VIII
secolo. Nell'anno 722 infatti Tedaldo, signore di
Tiferno (Città di Castello), Suppetie (Pieve Santo
Stefano) e Massa Trabaria, donò ai monaci
benedettini di San Michele Arcangelo al Presale
la chiesa ed il monastero fatto erigere come luogo di
preghiera per la figlia. Quando il monastero fu
abbandonato definitivamente dai benedettini, fu offerto
a San Francesco che lo accettò per i propri frati.
Alcuni anni dopo Sant 'Antonio da Padova sostò in
quest'eremo prima di giungere a Montecasale. Alla prima
metà del '700 risale invece l'Oratorio di Sant' Antonio
(edificio sottostante alla chiesa) che conserva il
giaciglio su cui riposò il Santo di Padova. |