L'area protetta
ANPIL Golene del Tevere nasce con lo scopo di recuperare
e valorizzare l'ambiente fluviale, alterato dalla
costruzione della diga di Montedoglio e dall'attività
estrattiva nella fascia golenale, ma che tuttavia
conserva ancora habitat e specie importanti.
Per "golene", si
intende la parte della piana alluvionale che viene
sommersa solo durante le piene e che è caratterizzata da
un popolamento vegetale capace di tollerare la periodica
sommersione delle radici.
Golena del Tevere
da Viaio alla chiusa
Con la dismissione
delle cave di ghiaia, le acque di falda sono risalite
nelle zone di scavo originando numerosi laghetti, alcuni
dei quali sono oggi ricolonizzati dalla vegetazione naturale.
Scopo di questa
passeggiata molto tranquilla e affatto impegnativa, è la
riscoperta della naturalità dell'ambiente fluviale.
All'interno di detta area non esiste una sentieristica
segnata, l'unico è il sentiero 14 che si trova in sponda
destra del Tevere e che fiancheggia l'intera ANPIL.
Un buon punto di
partenza della passeggiata può essere dall'abitato di
Viaio, da qui proseguendo in direzione Nord dopo poche
centinaia di metri, saremo già all'interno dell'area
protetta.
All'interno di essa, comunque ci
sono numerosi carrareccie e sentieri, attraverso i quali
sarà possibile esplorare tutta l'intera zona,
specialmente nella parte centrale dove si hanno le
maggiori caratteristiche di naturalità; qui il Tevere
divaga liberamente in un largo alveo ciottoloso,
formando zone a corrente sostenuta alternate ad anse con
acqua più calma e profonda. La vegetazione in tutta
l'area è molto diversificata favorendo in questo modo la
nidificazione e frequentazione regolare di diverse
specie di uccelli, quali: il tarabusio, il martin
pescatore, la folaga e il germano reale; per non parlare
di tutte le specie di passeriformi che sono legati alle
aree umide.
La dove l'alveo del Tevere si fa più largo è possibile
il guado, e una volta sulla sponda sinistra si può
risalire fino ai ruderi dell'antico Castello di
Montedoglio.