L'antica diocesi
aretina comprendeva circa settanta pievi, testimoni
privilegiate della nostra storia religiosa e civile:
quest' itinerario intende far visita ad alcune delle più
significative chiese battesimali del territorio per
scoprire, nell'alto silenzio che ormai le circonda, che
esse hanno conosciuto romani, goti, longobardi, franchi
e italiani e che sono ancora lì, 'madri vegliarde
dell'itala gente' per accoglierci in preghiera o come
scrigno che conserva gelosamente importanti
testimonianze artistiche.
Partiremo dalla
Pieve di S. Maria Assunta di Arezzo, con la splendida
facciata romanica e le rappresentazioni allegoriche dei
mesi nell'archivolto del portale centrale, che conserva
all'interno un polittico di Pietro Lorenzetti, una croce
dipinta di Margarito d'Arezzo ed il busto-reliquiario di
S. Donato, vescovo-martire, patrono della
città.
Campanile Pieve
Arezzo
Ci sposteremo poi nell'immediata periferia del capoluogo
per raggiungere la Pieve di S. Eugenia al Bagnoro, di
epoca alto-medievale, sorta in una zona ricca di
sorgenti , abitata già in epoca etrusco-romana.
Raggiungeremo in seguito Anghiari, percorrendo la SP 43 della
Libbia, dove visiteremo la Pieve di S. Maria
alla Sovara, anch'essa risalente al periodo
alto-medievale (VIII-IX sec.), situata
all'inizio della valle dell'omonimo torrente su
una zona crocevia di due importanti percorsi
viari romani.
Termineremo
il percorso con la Pieve di S. Maria a Micciano,
situata a pochi km da Anghiari lungo la strada
per Caprese Michelangelo: nata come chiesa
battesimale in età paleocristiana, la pieve
godette della massima importanza come unica
chiesa battesimale della comunità anghiarese
almeno fino al 1442, quando il fonte fu concesso
anche al Battistero di S. Giovanni dentro le
mura.