L'itinerario intende prendere in
esame alcune delle opere che testimoniano la
straordinaria fioritura e diffusione che ebbe
l'iconografia della Madonna della Misericordia, legata
all'omonima Compagnia, nel territorio aretino durante il
XV e XVI secolo, a partire dall'immagine a fresco di
Parri di Spinello nella chiesa di S. Maria delle Grazie
di Arezzo, a cui segue la tavola realizzata sempre da
Parri per l'altare maggiore della chiesa aretina dei
Santi Lorentino e Pergentino, oggi al Museo Statale
d'Arte Medievale e Moderna, dove si trova anche una
pala della Madonna della Misericordia di Neri di Bicci e
l'urna reliquiario dei Santi Lorentino e Pergentino,
opera dell'orafo Niccolò di Giovanni da Borgo S.
Sepolcro che ripropone la medesima iconografia.
Polittico della
Misericordia di Piero della Francesca
Sempre ad Arezzo un'altra immagine
della Mater Misericordiae è nella lunetta del portale
del Palazzetto di Fraternita, realizzata nel 1435 da
Bernardo Rossellino ed infine nello splendido stendardo
processionale di Giorgio Vasari conservato al Museo
Diocesano della medesima città.
Esempi del successo di questo tipo
di rappresentazione si hanno anche in Valtiberina: tra
gli altri, una bella terracotta invetriata nella
Propositura di S. Maria delle Grazie ad Anghiari e
soprattutto il Polittico della Misericordia di Piero
della Francesca a Sansepolcro, uno dei capolavori del
maestro biturgense nel quale, pur rifacendosi a
un'iconografia tradizionale e piuttosto diffusa,
raggiunse esiti pittorici straordinari.